Comportamenti ossessivo-compulsivi

I disturbi ossessivo-compulsivi

Un’altra versione dell’ansia assume le vesti delle ossessioni, ovvero pensieri o idee che la persona vive come invadenti e incontrollabili, nonostante gli enormi sforzi per evitarli.
Mentre molti parlano di “disturbo ossessivo compulsivo”, in questa sede parliamo di comportamenti ossessivo compulsivi riferendoci a quei comportamenti che rappresentano un disordine fobico caratterizzato principalmente dall’esecuzione di specifici rituali che la persona esegue. Tali comportamenti che la persona sente di dover eseguire e dai quali si sente ossessionata rappresentano i sintomi comportamentali osservabili nel soggetto che vive questo tipo di difficoltà.

Liberare il soggetto da queste ossessioni, aiutarlo a riappropriarsi del proprio tempo, rappresenta uno dei principali obiettivi terapeutici che permettono alla persona di riprendere la propria autonoma gestione delle normali abitudini di vita quotidiana.

Alcuni esempi di comportamento ossessivo-compulsivo sono lavarsi le mani, riordinare, controllare la chiusura delle porte oppure anche azioni mentali come ad esempio pregare, contare, ripetere parole mentalmente; si tratta di comportamenti che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta ad un’ossessione o a delle rigide regole che si autoimpone.
Evitando qui di parlare di cause, preferiamo chiederci: quale è il ruolo di questi comportamenti? Queste azioni fisiche o mentali risultano fondamentali per la persona che le mette in atto in quanto volte a ridurre il disagio o l’ansia o a prevenire certe situazioni temute.

Rompere l’equilibrio sul quale poggia il problema e quindi il circolo vizioso che lo tiene in piedi permette al soggetto di liberarsi dalla schiavitù che ha sviluppato nei confronti dei suoi stessi rituali.

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