Attacchi di panico

Affrontare gli attacchi di panico

La persona che sperimenta gli attacchi d’ansia o attacchi di panico, vive forme di ansia molto intensa. A questa spesso segue una paura, altrettanto intensa, di rivivere in futuro situazioni simili caratterizzate da questo stato di forte malessere. Si innesca dunque un circolo vizioso in cui il soggetto resta intrappolato.

E cosa fa per gestire l’ansia? Che soluzioni individua e applica con l’intendo di stare meglio, di controllare, di combattere o di superare l’attacco di panico? È proprio partendo da queste domande che il terapeuta si muove con l’obiettivo di individuare e gestire in modo funzionale ciò che permette al problema di radicarsi sempre più nella vita della persona generando sofferenza e sensazioni di impotenza.

Evitare le situazioni o i luoghi temuti, farsi accompagnare negli spostamenti, monitorare continuamente il proprio corpo sono solo alcuni dei possibili comportamenti che all’inizio appaiono utili e funzionali ma che nel lungo periodo “mobilizzano” la persona di fronte al problema.
Perché in molti casi il farmaco non risolve il problema? Le terapie farmacologiche non rappresentano un rimedio in quanto il farmaco non interviene in nessun modo sull’eliminazione dell’associazione tra l’oggetto (o la situazione o il luogo) e la paura che esso genera nella persona. Una volta terminato l’effetto del farmaco, la paura di avere ulteriori attacchi (ansia anticipatoria), e/o gli attacchi stessi possono ripresentarsi e a volte più forti di prima.

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